La via narrativa all’umanizzazione delle cure in riabilitazione

La via narrativa all’umanizzazione delle cure in riabilitazione

Il tempo dell’ascolto. E’ stato questo il tema della tavola rotonda finale del Corso Nazionale SIMFER che si è svolto dal 21 al 23 settembre scorsi ad Assisi. Un evento che ha offerto all’Osservatorio di Medicina Narrativa Italia (OMNI) l’occasione di illustrare le basi epistemologiche e metodologiche dell’approccio narrativo e il suo fondamentale contributo al processo di umanizzazione della medicina, in particolare, nell’ambito riabilitativo.

L’ascolto richiede tempo, il tempo di capire, il tempo di tradurre la prospettiva della persona in progetto riabilitativo condiviso. Purtroppo, però, il tempo è sempre meno, ingabbiato com’è in un’ansia prestazionale orientata al fornire il maggior numero di prestazioni. Ma se questa è stata l’amara chiosa finale, il corso “Dall’ascolto al progetto riabilitativo: umanizzazione ed efficacia in Riabilitazione” è partito dall’analisi degli aspetti legati al coinvolgimento del paziente nel proprio processo di cura per poi declinarne gli aspetti implementativi.

Un tema che si è affrontato è stato quello di come correlare la medicina di precisione in riabilitazione all’analisi del funzionamento della persona e della personalizzazione del progetto riabilitativo. Per fare questo, in primo luogo, occorre valutare le capacità della persona nella sua globalità e nella sua interazione con l’ambiente esterno. E poi occorre trovare delle strategie e delle metodologie che permettano di integrare il suo punto di vista nella costruzione del processo di cura, attraverso decisioni condivise ed esiti misurati rispetto alla prospettiva dello stesso paziente. E la tecnologia, che apparentemente potrebbe costituire l’antitesi dell’umanizzazione, può rappresentare in realtà uno strumento per migliorare la partecipazione del paziente al processo di cura e liberare il tempo da dedicare alla persona malata automatizzando i processi ripetitivi.
Uno degli approcci più promettenti per comprendere il vissuto di malattia del paziente e tradurlo in progetto riabilitativo è costituito dalla medicina narrativa, una modalità di ascolto strutturato della storia della persona che permette di approfondirne gli aspetti specifici. Per fornire un esempio di applicazione pratica, una parte del corso è stata quindi dedicata alla metodologia dell’approccio narrativo con la partecipazione dei discenti attraverso l’esame di specifici casi clinici.

Un ultimo momento importante è stato quello in cui si è trattato delle strategie per il miglioramento della condizione di disabilità in comunità. La riabilitazione comunitaria costituisce un approccio partecipativo alla riabilitazione da parte non solo dei professionisti sanitari ma anche di chi vuole partecipare al network, che organizza attività fisiche e cognitive di gruppo, attività che, oltre a mantenere la forma fisica, aiutano a rinforzare la rete di relazioni che alimenta il benessere psicologico ed emozionale delle persone.

In conclusione, possiamo dire che l’obiettivo degli organizzatori è stato raggiunto avendo avuto la possibilità di trattare i vari aspetti dell’umanizzazione in riabilitazione ma anche di poterne cogliere gli aspetti pratici in modo da pensare ad un progetto applicativo dove la prospettiva del paziente diventi a tutti gli effetti parte del processo di cura.

 

Articolo pubblicato anche su Omni-News

Mauro Zampolini

Direttore della S.C. Di Neurologia e del Dipartimento di Riabilitazione, segretario europeo della Specialistica Medica di Medicina Fisica e Riabilitazione (UEMS-PRM). Componente del Consiglio Direttivo della Società Scientifica di Medicina Narrativa. Docente di Medicina FIsica e Riabilitazione Università di Perugia. Socio Fondatore di OMNI