La memoria, il buio e la rinascita

Perdere 12 anni della propria vita, può significare non aver colto le opportunità per 12 anni, un rapporto finito male dopo 12 anni. Niente di tutto questo, puoi perdere quegli anni semplicemente perché li hai dimenticati. Non ti ricordi nemmeno di quella macchina impazzita che ha talmente “spremuto” il tuo cervello da farti perdere le connessioni che accedono ai tuoi ricordi, alla tua biografia. E allora ti svegli in un letto di ospedale, ti sembra di aver appena portato tuo figlio a scuola ma l’episodio era accaduto 12 anni prima. Tua moglie invecchiata, i tuoi figli ormai adulti, la loro adolescenza persa. Sei medico, anche bravo, esperto in alcune cose specifiche, semplicemente non ricordi ciò che avevi imparato.

Questo è stato lo spunto per l’interessante incontro tenutosi a Spello il 17 novembre 2017, Organizzato dal Dipartimento di Riabilitazione della USL Umbria2. Ha visto la partecipazione del direttore del Dipartimento Dott. Mauro Zampolini, della Psicologa Dott.ssa Mery Micheli oltre all’autore. La nutrita presenza di professionisti sanitari e non, ha arricchito un dibattito ricco di spunti e riflessioni.

Piccioni nei suoi 2 libri descrive un percorso di graduale recupero della propria biografia, una corsa a ricostruire quello che era stato, corsa in parte vana, ormai è un’altra persona, l’interruzione dell’esperienza di vita, il mancato accesso a quelle informazioni ha fatto sì che il cervello si riorganizzasse per ricontestualizzare l’esistenza con nuove risorse.

«La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.» come ci sottolinea Gabriel García Márquez.

Nel percorso di ricostruzione si accorge che il suo essere non è solo quello autobiografico ma è anche quello costruito sull’immagine che gli altri hanno di te. Piccioni ha cambiato carattere, prima aveva una personalità forte, era aggressivo, decisionista, poco attento agli altri. Ora vede il mondo che lo permea, le relazioni umane sono importanti, ascoltare gli altri è importante. Gli altri non lo riconoscono più, i suoi allievi che aveva trattato male ora  sono in una posizione di insegnanti, con una sottile voglia dì vendicarsi. I suoi collaboratori abituati a ricevere i comandi ed eseguire, ora sono spiazzati dalle decisioni partecipative proposte. E allora pensi alla gabbia delle relazioni interpersonali, il tuo comportamento non è neutro ma è grandemente influenzato da come ti vedono gli altri, prigioniero di un ruolo che non è facile cambiare. Puoi vedere chiaramente tutto questo solo dopo una frattura temporale così profonda.

La malattia, la disabilità, da un problema si trasforma in una opportunità. Una opportunità di riflessione rispetto al nostro essere essenzialmente storie, alle gabbie delle relazioni umane e alla ricchezza della ricostruzione che diventa riflessione critica di quello che si è stati per diventare una persona nuova pronta a ricostruire la propria vita.

L’intervista all’autore

Riferimenti Bibliografici

  • Meno dodici: Perdere la memoria e riconquistarla: la mia lotta per ricostruire gli anni e la vita che ho dimenticato. di Pierangelo Sapegno (Autore),‎ Pierdante Piccioni (Autore) – MONDADORI (2 febbraio 2016)
  • Pronto soccorso: Storie di un medico empatico. di Pierangelo Sapegno (Autore),‎ Pierdante Piccioni (Autore) – MONDADORI (4 aprile 2017)
Mauro Zampolini

Direttore della S.C. Di Neurologia e del Dipartimento di Riabilitazione, segretario europeo della Specialistica Medica di Medicina Fisica e Riabilitazione (UEMS-PRM). Componente del Consiglio Direttivo della Società Scientifica di Medicina Narrativa. Docente di Medicina FIsica e Riabilitazione Università di Perugia. Socio Fondatore di OMNI