Di morte si può parlare da vivi

In una affollata sala Pegasus a Spoleto lo scorso 18 gennaio  il Prof. Spinsanti ha presentato il suo ultimo libro “ Morire in braccio alle grazie”, nel quale affronta i temi del morire, delle cure di fine vita anche alla luce delle recenti disposizioni legislative in merito alle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento.
L’iniziativa, promossa da Omni, dall’Associazione Aglaia di Spoleto e dall’Usl Umbria 2,  si è aperta con nostra breve relazione insieme  ai  contributi  di Marta De Angelis (Aglaia), di Stefania Gallina (Usl Umbria2), volti ad evidenziare  alcuni punti del lavoro di Spinsanti che ciascuno ha ritenuto opportuno di particolare interesse , proponendoli all’attenzione degli intervenuti.
Sandro Spinsanti, con la solita passione e brillantezza, ha esposto i temi centrali di libro, specificando la funzione metaforica delle tre grazie per una morte dignitosa, senza dolori inutili, con cure proporzionate,  cucita su misura della persona giunta al termine del suo percorso di vita.
Eufrosine, Talia e Aglaia, le tre grazie, stanno a significare la prima l’equilibrio, la giusta misura, quindi le cure giuste, quelle condivise con il paziente e i suoi familiari, la seconda la crescita, la maturazione, la consapevolezza dell’autonomia, l’essere trattati da adulti senza infingimenti e bugie. La terza Aglaia, rappresenta la serenità, il morire sazio di giorni, senza dolori, senza cure inutili e quindi dannose.
Spinsanti ha affrontato anche il tema di attualità del biotestamento, o meglio delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento che rappresentano un importante passo in avanti nel riconoscimento del diritto della persona all’autodeterminazione e al superamento quindi di paternalismi medici o religiosi, nella consapevolezza però che non tutti i problemi saranno risolti dalla legge approvata nel dicembre scorso.
Senza una conversazione, come ama definirla Spinsanti, senza una reale condivisione e co-costruzione pianificata delle cure nella fase finale della vita, le sole disposizioni legislative non potranno essere in grado di affrontare le drammatiche situazioni che emergono nell’ultimo periodo di una esistenza. Dopo la relazione dell’autore ha avuto luogo un vivace ed animato dibattito con i numerosi partecipanti che hanno posto domande importanti in merito all’attuale atteggiamento della nostra cultura e società nei confronti della morte, sul cosiddetto accanimento terapeutico, su questioni etiche centrali (ad esempio cosa comunicare  al malato).
Spinsanti ha risposto alle questioni poste ponendo l’accento sul rispetto della volontà delle persone, astenendosi il più possibile da giudizi di valore che rischierebbero di limitare il reale riconoscimento dell’altro.
L’evento ha dato il via alla collaborazione per il 2018 tra Aglaia, Omni e Usl Umbria che proseguirà nei prossimi mesi con altre iniziative, con lo scopo di promuovere una cultura della cura basata sulle narrazioni e sul dialogo tra curanti e pazienti.

Paolo Trenta

Socio fondatore e Presidente dell'Associazione OMNI