“Cecità Clandestina” di Paola Emilia Cicerone

“Cecità Clandestina” di Paola Emilia Cicerone

Giovedì 8 febbraio presentazione del volume “Cecitá clandestina” alla libreria L’ora blu  Firenze ore 18

Paola Emili Cicerone giornalista scrive di medicina, psicologia, alimentazione, medicine complementari, sessualità per diverse testate: Mente &Cervello, L’Espresso, Il Fatto Alimentare, D di Repubblica. Nel libro edito da Maria Margherita Bulgarini Editore ha raccontato la sua storia di malattia e guarigione.

Sarà presente Stefania Polvani socio fondatore  di OMNI che ha scritto la premessa del libro, ne riportiamo un brano:

Il poster della presentazione del libro

“Rendendo comune una storia, scrivendola, la doniamo. Si entra in relazione con la propria interiorità e con quella degli altri. Anche questo è cura. Cecità clandestina è dapprima un diario, che non nasconde le angosce e gli odori di cattive notizie. Le difficoltà pratiche. Perfino una giornalista ha difficoltà a parlare, come vorrebbe, con il medico del centro specialistico a cui si rivolge.
Allora la protagonista scrive la sua Storia. Scrive di esami che non vuol fare e non farà perche non cambieranno la diagnosi e la terapia. Scrive che il collirio, o più poeticamente le lacrime artificiali, è indispensabile per non peggiorare la situazione ma non risolve la malattia. Niente la risolve, le palpebre si sollevano solo quando vogliono loro.
Ripeto spesso che ho avuto la fortuna di conoscere molte persone e molte storie, un po’ come se avessi molto molto viaggiato. Però la storia di malattia e di cura di Paola Emilia mi ha coinvolto tanto, tanto. Per me lei era un nome noto, donna particolarmente empatica, che avevo avuto l’onore di conoscere perché mi aveva telefonato mentre stava scrivendo un articolo sulla Medicina Narrativa. Abbiamo lavorato bene insieme.
Fino a che mi arriva un suo regalo: la sua storia di malattia, storia potentissima, che adesso è diventata questo bellissimo libro. La leggo d’un fiato e incontro in quelle pagine le due donne: la preziosa professionista e la lieve e coraggiosa donna che viaggia in un percorso di presa di consapevolezza che “qualcosa davvero non andava”. Non sembra mai “malata”, e non è mai sola.
Dopo il diario viene l’analisi, l’anatomia dell’esperienza: un messaggio per tutti.
La narrazione della Storia e l’incontro con gli altri, comprese le insostituibili e impareggiabili curanti, sembrano aver dato ordine e senso alle esperienze che vanno dal giorno di inizio, a settembre sul Lago Maggiore fino al successivo 4 marzo, quando le immagini riescono a riapparire senza troppo sforzo e il mondo riappare ad occhi nuovi.
La narrazione della Storia e l’incontro con gli altri hanno sostenuto Paola Emilia nell’accogliere gli accadimenti, nel conoscersi e quindi nel cambiamento”.

Francesca Rodolfi